Ero al buio a cercare l’ispirazione per il primo post dopo questa lunga pausa. Mio marito è entrato in casa, mi guarda e mi chiede: “cosa ci fai qui al buio?”
E io: “sto cercando l’ispirazione”.
Lui: “ma come può dall’oscurità nascere un lampo di luce?”.
E così ha schiacciato l’interruttore e io finalmente sto scrivendo.
Domenica scorsa sono stata con mia madre, altra celiaca DOP, alla conferenza La faccia nascosta della dieta mediterranea: quando il glutine fa male alla salute – organizzata da BergamoScienza. Mi aspettavo che venisse trattata la dieta senza glutine in rapporto alla dieta mediterranea suggerendo delle alternative gluten free in linea con le nostre tradizioni alimentari sottolineando magari come sia possibile seguire una dieta equilibrata (anche mediterranea) senza dover per forza ricorrere ai prodotti dietoterapici.
In realtà, se pur gli interventi siano stati interessanti, non si è praticamente parlato di alimentazione.
Il tema della conferenza era legato a uno studio condotto dall’AVIS della provincia di Bergamo che ha effettuato uno screening sui suoi 20.000 donatori per ricercare eventuali celiaci fino a quel momento ignari di esserlo. E come possiamo facilmente immaginare ne sono stati trovati! Immagino proprio che all’inizio queste persone possano averla presa male: posso facilmente mettermi nei loro panni. Ma certamente, se adotteranno una dieta GF equilibrata, si sono risparmiate dei bei problemini futuri e per questo dovranno solo ringraziare l’AVIS…
“Consoliamoci” quindi: siamo sempre più in buona compagnia e anzi, dagli studi sembrerebbe che dietro di noi si stia formando un esercito ben più numeroso di persone che non tollerano il glutine nonostante non siano celiache.
Si stima che l’1% della popolazione mondiale soffra di celiachia, ma un 7-10% abbia una gluten sensitivity: 60 milioni di americani hanno già adottato una dieta senza glutine. Magari molti lo fanno per moda, ma si calcola che almeno 20 milioni soffrano di una qualche sensibilità al glutine (per approfondire l’argomento sulla gluten sensitivity vi rimando al blog di Letizia Saturni che tra l’altro ha recentemente pubblicato un libro su celiachia e dieta mediterranea che trovate qui).
Ma ora, bando alle ciance, e arrivo al punto delle mie riflessioni.
Penso che sia assolutamente possibile seguire una dieta mediterranea senza glutine e penso anche che la maggior parte delle persone (non celiache) che credono di mangiare secondo la dieta mediterranea in realtà abbiano una visione un po’ distorta di quello che in realtà è questa “dieta”.
Prima del mio percorso di studio, ogni volta che mi sentivo dire: “sei celiaca? Poverina, ma allora non puoi mangiare niente”, mi arrabbiavo moltissimo, perché prendevo questa domanda come una mancanza di sensibilità.
Ora invece mi viene spontaneo replicare: “bé, non direi proprio niente. Scommettiamo che mangio più cose di te?”.
Ed effettivamente nella maggioranza dei casi è proprio così.
Dieta mediterranea vuol dire varietà. Non vuole dire pasta al sugo e mozzarella e pomodoro (che neppure è originario del mediterraneo…)
La dieta mediterranea è una dieta “povera” basata essenzialmente su cereali integrali (non necessariamente solo quelli contenenti glutine, anzi), legumi, verdure, olio d’oliva, frutta. Certo, anche i prodotti animali come carne, uova e soprattutto pesce sono inclusi, ma non sono alla sua base.
Chiaramente tutti prodotti legati al territorio, alla nostra terra e di stagione.
Non so quanto si possa definire mediterranea una zuppa con cavolo surgelato e verza surgelata in piena estate, giusto per rendere l’idea… O una bella macedonia con frutti di bosco congelati a dicembre, o magari con qualche frutto tropicale, che crediamo che faccia parte della nostra cultura alimentare per via della globalizzazione del mercato.
Noi celiaci, o chiunque debba escludere il glutine, possiamo benissimo seguire una dieta 100% mediterranea, sostituendo il frumento (che sicuramente in Italia è il cereale più coltivato in questo momento), orzo e farro, con altri cereali che comunque fanno parte della nostra tradizione, come ad esempio riso, miglio e grano saraceno, oltre ad altri cereali o pseudo cereali che, se pur non originali del nostro territorio, grazie alle loro caratteristiche, si integrano in modo equilibrato nella nostra alimentazione e cioè quinoa, amaranto, ma anche mais e – per chi riuscisse a reperirli – teff e sorgo.
E poi ogni giorno non dovrebbero mancare sulle nostre tavole un po’ di legumi da abbinare sempre ai cereali così da rendere disponibili tutti gli amminoacidi essenziali.
E sui legumi abbiamo solo l’imbarazzo della scelta (stando attenti alle etichette, perché ormai sempre più spesso anche nei legumi si possono trovare tracce di glutine a causa della contaminazione nei processi di lavorazione delle materie prime): lenticchie, ceci, fagioli, lupini, …..
Chiaramente se decidete di mangiare del formaggio, carne, uova o pesce, non mangiate legumi nello stesso pasto: nutrizionalmente parlando, non si dovrebbero mischiare proteine provenienti da fonti diverse, ma neanche uova e carne, o pesce e formaggio….
Mi raccomando non dimenticatevi della verdura, che sarebbe meglio variare spesso e cucinandola in modi diversi: al vapore, sbollentata velocemente, pressata (per renderla più digeribile in alternativa al crudo), ma anche in marmellate o stufata, soprattutto ora che arriva l’inverno e che dobbiamo fare scorta di calore.
E se volete completare il pasto sostituite il dolce con un frutto di stagione!
Insomma, non mi sembra che ci sia questa incompatibilità tra dieta mediterranea e celiachia, nè tantomeno che il celiaco, poverino, non possa mangiare niente!!!
E così, scopriamo che la dieta mediterranea non è un insidia per il celiaco, ma una vera risorsa esattamente come lo è per tutto il resto delle persone, in particolare quelle che vivono nel bacino del mediterraneo!
Non per niente nel 2010 è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO.
A questo punto non ci resta che riscoprirla e metterci ai fornelli!
