Era da un bel po’ di mesi che facevo il filo al macina cerali per il mio bellissimo aiuto in cucina (no, non è mio marito!!!). E alla fine mi sono decisa e l’ho comprato! Oggi, avendo finalmente un sabato libero, ho iniziato la giornata macinando. Una pioggia di farine è cascata nella ciotolona: una meraviglia! Ho macinato ceci, riso integrale e granoturco. Chiaramente da lì passeranno solo cereali senza glutine e quindi non dovrò più rinunciare a una farinata solo perché il supermercato sotto casa non tiene la marca giusta! Inoltre se si considera che dopo 18 ore dalla macinatura la farina perde di vitalità, direi che ci guadagno anche in qualità: farina integrale, biologica, senza glutine, piena di energia. Meglio tardi che mai… (I miei vicini non saranno molto contenti quando al mattino mi preparerò la colazione).
Ma veniamo alla ricetta di oggi. Visto che la prima cosa che si pensa quando si parla di farina sono i dolci, e visto che effettivamente è un bel po’ che non ne preparo (non sono molto golosa, al contrario della mia DOLCE metà, che stressa perché è stufo di mangiare sempre sano) oggi ho deciso di fare una bella torta in modo da smaltire anche qualche carota non più freschissima (nell’ultima cassettina di verdura ce n’erano veramente taaaante).
La ricetta non me la sono inventata. L’ho presa dal libro di Pasquale Boscarello, Pasticceria naturale, senza zucchero, latte, burro e uova, Terra nuova edizioni, che vi consiglio di tenere in cucina (grazie Monica per la dritta): sono circa 200 ricette, non sono tutte senza glutine, ma si possono adattare. E quando vi troverete davanti a un dolce sano e gustoso panna, burro e zucchero non vi mancheranno proprio! Ok, ok, magari all’inizio le papille gustative non saranno pienamente appagate, ma educandole un po’ impareranno ad apprezzare.
La ricetta originale la potete trovare sul libro (pag 131), qui troverete la mia versione:
200 gr di farina di riso* integrale appena macinato – 150 gr di farina di mais* appena macinata – 80 gr di malto di riso 100%* – 200 gr di carote – 70 gr di semi di girasole appena tostati – 7 cl di olio di mais – 7 cl di acqua tiepida – una bustina di cremor tartaro* – scorza grattugiata di mezzo limone – un pizzico abbondante di sale – un cucchiaino di cannella – un goccio di succo di mela.
Ho fatto tostare i semi di girasole, e li ho tritati assieme alle carote, ho aggiunto la cannella, un pizzico di sale e quando l’impasto è diventato più o meno omogeneo ho aggiunto l’olio. Nel frattempo il macina cereali ha frantumando il riso e il mais.. Appena pronte le farine ho aggiunto il cremor tartaro, l’impasto con le carorte, l’acqua e il malto di riso e un goccio di succo di mela, perché mi sembrava un po’ troppo gnucco. Ho impastato tutto con le mani e quando mi è sembrato ben mischiato ho riempito la tortiera.
Ora, visto che ogni volta che seguo una ricetta il risultato che dovrebbe venire a me non viene, non ho la minima idea se la consistenza dell’impasto fosse effettivamente giusta (di sicuro non mi è venuta una pastella omogenea bella liscia). Diciamo che l’impasto era bello compatto dall’aspetto rustico!
Ho infornato per 35 minuti a 190° e il risultato lo potete vedere dalla foto.
Io ho apprezzato. La mia DOLCE metà un po’ meno, anche se ha fatto il tris: bé non ha praticamente grassi, quindi fetta libera!
Diciamo che quando la rifarò aggiungerò un po’ di uvetta e magari farei un mix tra semi di girasole e nocciole, o mandorle… Insomma potete poi sbizzarrirvi come volete. Magari aumentate anche un po’ il malto se il vostro palato è molto dolce.
Bene, la colazione di domani è già pronta!!
* Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci in quanto potrebbero essere contaminati. Per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure devono essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
